scheda allenamento massa

Scheda di allenamento per la massa, addio! – Intervista a Davide

Scopri perché la scheda di allenamento per la massa non è così efficace.

In questa video-intervista Davide ci racconta dei benefici avuti dal passaggio dalla scheda di allenamento per la massa a un programma di allenamento strutturato finalmente in una maniera più personalizzata, più salutare, più consapevole, con miglioramenti dal punto di vista muscolare e dell’incremento del metabolismo.

Christian: Chiudi un po’ che non ci sto, sei diventato troppo grosso. Devi stringerti. Ecco!

Allora siamo qui con Davide, parliamo un attimo del suo percorso.

Io e Davide ci siamo conosciuti dopo Natale. Abbiamo deciso di lavorare insieme. Sentiamo un attimo cosa dice lui. Davide quali erano i tuoi obiettivi?

Davide: Allora io come obiettivo principale avevo quello di guadagnare peso.

Christian: Guarda la telecamera.

Davide: Hai ragione! Di guadagnare peso e di avere una forma fisica che mi piacesse di più. Sentirmi più a mio agio con il mio corpo sostanzialmente.

Christian: Ok ma…

Davide: Mettere su massa fondamentalmente. Obiettivo per cui sono sempre andato in palestra negli anni passati. Ho fatto dei percorsi di allenamento. Non ho mai… Non mi hanno mai portato a raggiungere questo tipo di obiettivo perché…

Christian: Pota!

Davide:Esatto, sono di Bergamo!

Non ho mai raggiunto questo obiettivo perché fondamentalmente non seguivo un’alimentazione corretta e non mi allenavo nel modo corretto. Ovvero: sono sempre andato in palestra per diverso tempo, avendo la classica scheda allenamento massa preparata dal personal trainer durante il primo incontro. Però erano esercizi che…

Christian: Porca puttana non ho messo le cuffie…

Davide: Allora prima di iniziare a lavorare con te sostanzialmente, mi sono allenato in palestra per diverso tempo senza risultati. Per risultati intendo: il mio obiettivo era quello di guadagnare peso e aumentare massa sostanzialmente, perdere qualche chilo [di massa grassa].

Mi sono sempre allenato in palestra con la classica “scheda allenamento massa” che ti fanno il primo giorno. Però non raggiungevo questi obiettivi che mi ero prefissato, perché fondamentalmente mangiavo male, cioè non seguivo un’alimentazione corretta. Non ho ho mai prestato attenzione all’alimentazione e gli esercizi li facevo perché li dovevo fare. Non sapevo che cosa stavo facendo e perché lo stavo facendo, di conseguenza ero anche un pelo meno motivato, nel senso che…

Christian: Sì diciamo che quando fai una cosa ma non sai perché la stai facendo è difficile farla bene. Poi invece quando invece ti viene spiegato com’è l’esercizio e come invece l’esercizio viene declinato, viene personalizzato su di te, la persona sente che il movimento è giusto, sente subito delle risposte e vede i miglioramenti.

Si pensa che bisogna avere motivazione per generare azione, in realtà è il contrario: è l’azione che genera motivazione. Prima bisogna mettere in moto il meccanismo…

Davide: Adesso sono più consapevole dell’esercizio che sto facendo e lo controllo anche di più. Nel senso: prima sapevo che dovevo fare questo [mima movimento] con il macchinario. Adesso so perché lo sto facendo e lo sento anche di più.

Christian: Ok.

Davide: Quindi questo era il mio obiettivo: prendere un po’ di peso e fare un po’ di massa.

Christian: Ok. Che allenamenti hai fatto in passato?

Davide: Allora in passato, ripeto ho sempre avuto questa scheda di allenamento massa per due volte a settimana.

Christian: La scheda sembra un barattolo.

Davide:Sì era un papiro. Da due volte/tre volte a settimana con allenamenti… esercizi specifici diciamo, macchinari specifici. In più poi avevo provato anche altre soluzioni, tipo quelle armature attaccate alla presa della corrente.

Christian:Oddio questa cosa non me la avevi detta, l’ho scoperta adesso.

Davide:Le ho provate un po’ tutte diciamo, ma puntualmente tutte mollate a metà perché mi stancavo, non vedevo risultati e dicevo: “ma chi me lo fa fare?”

Christian:Adesso i risultati li hai visti?

Davide:Adesso i risultati li sto vedendo! Adesso ho impostato un lavoro corretto, so che strada sto facendo, so che percorso sto seguendo e ne sono molto consapevole. E di conseguenza… prima trovavo delle scuse per non andare ad allenarmi, adesso invece voglio andare ad allenarmi, e questa è la prima differenza che ho notato in me nel mio approccio all’attività. E in più sono molto più motivato perché sto vedendo i risultati.

Christian: Ok.. Due parole riguardo il lavoro che stiamo facendo insieme?

Davide: Allora, il lavoro che stiamo facendo insieme è assolutamente propedeutico. Nel senso: faccio un esercizio con la consapevolezza del perché lo sto facendo. Gli esercizi che facciamo sono… Non so come definirlo, però sono… a corpo… cioè sono esercizi… come li chiami tu.

Christian: Gli sto chiedendo una cosa molto tecnica e lui ovviamente non sa rispondere così bene.

Sono esercizi multiarticolari, che non agiscono sul muscolo locale, ma agiscono sull’intera catena cinetica, che comprende il muscolo locale target ma anche tutta un’insieme di altri muscoli che compartecipano al movimento.

Questo perché lavorare sul locale, lavorare sul singolo muscolo è l’approccio sbagliato, quanto meno all’inizio. All’inizio bisogna lavorare con quegli esercizi che lavorano più muscoli, in maniera tale da attivare meglio il metabolismo, avere più risposte e lavorare più muscoli in meno tempo.

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Non è che il lavoro sui dettagli non serva; ma, nel caso di Davide, e nel caso del 98% delle persone, non è la cosa giusta da fare all’inizio. Chiaramente quando una persona vuole raggiungere delle masse muscolare spropositate e si allena da, non so, da dieci anni, quando ha costruito il grosso poi deve andare a lavorare sui dettagli.

Se io dopo essermi allenato 10 anni, vedo che il mio bicipite è carente, allora faccio un lavoro locale sui bicipite, per avere un’armonia con tutto il resto del corpo.

Ma è una cosa che va fatta molto avanti, non va fatta all’inizio. All’inizio si devono are esercizi multiarticolari che, oltre a lavorare più muscoli insieme, intere catene cinetiche, ci porta anche un altro vantaggio: questi esercizi ci insegnano anche a muoverci. Perché durante uno squat io devo attivare più articolazioni.

I muscoli, che sono le strutture che muovono le articolazioni, devono “parlarsi” fra di loro per fare lo Squat correttamente. E questo ha un’effetto sulla mia didattica del movimento, sulla mia coordinazione motoria.

Quello che diceva Davide prima: lavorando sui macchinari io non ho nessun miglioramento didattico, non imparo ai muovermi sui macchinari. Il movimento lo fa lui [il macchinario]. Non imparo a spingere dritto perché la macchina mi fa spingere su un binario e il mio Sistema Nervoso Centrale non acquisisce lo schema motorio e non imparo a farlo.

Davide: Il fatto di replicare quando mi alleno da solo il movimento che facciamo insieme, acquisisco delle conoscenze che poi mi rendono autonomo nel momento in cui non mi alleno con te. E soprattutto per fare il movimento corretto e completo. E è anche una cosa che poi percepisco nella vita di tutti i giorni.

Quando sto seduto al computer. Io faccio l’impiegato, lavoro 8 ore al giorno seduto… Adesso ho una schiena più forte, me ne accorgo, ho una postura diversa rispetto a 3 mesi fa.

Christian:Va bene, grazie Davide.

Davide: Grazie a te. Ciao!


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