Cosa hanno in comune le tecniche di memoria e il copywriting?

Oggi ti voglio parlare di un evento al quale ho partecipato nel 2018.

All’epoca facevo ancora il personal trainer. Tuttavia ero fortemente attratto dalla crescita personale nonché da tutti i meccanismi legati in qualche modo alla psicologia.

L’evento era un corso sulle tecniche di memoria. Si teneva a Milano in zona Porta Venezia, se non ricordo male (inutile dire che poi sulle tecniche di memoria non mi sono più esercitato 😀 )

Credo fossimo alcune centinaia di persone in sala. Dato che non eri lì con me, ti racconto cos’è successo.

Il formatore (che non avevo mai visto prima di allora) si è esibito in alcune dimostrazioni al limite della credibilità. Ma siccome non voglio toglierti troppo tempo, ti dico che si chiama Gianni Golfera, così vai tu a vedere chi è e cosa fa.

Te ne racconto soltanto una.

Dopo essersi scaldato ripetendo i nomi di ciascuno di noi, il campione di memoria alzato ulteriormente l’asticella.

Ha fatto scegliere a ogni partecipante un numero, dopodiché ha ripetuto la sequenza dei numeri a noi associati più e più volte, in varie sequenze: in ordine crescente, decrescente, in file orizzontali, verticali, ecc.

Non ne ha sbagliata una.

Ripeto: eravamo probabilmente alcune centinaia di persone e nessuno di noi conosceva quell’uomo dalla memoria da elefante.

E in un mondo in cui ormai è difficile stupirsi, ti assicuro che vederlo leggere i nostri nomi e numeri come se ce li avessimo stampati sulla fronte è stata una cosa strabiliante.

Perché è potente quello che ha fatto?

Perché ha dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il suo prodotto funziona. Grazie al suo metodo di memorizzazione rapida puoi imparare in poco tempo l’inglese, gli articoli del codice penale, i numeri di telefono delle fidanzate o quel che ti pare. 😀

Non è un rèclame buttato lì. Lo ha DIMOSTRATO con i fatti.

Un po’ come fanno i prestigiatori e gli illusionisti, ma con la differenza che il trucco ce l’ha insegnato (e se hai pazienza di continuare a leggere tra poco io lo svelerò a te).

Ma… memoria a parte, qual è il punto di questo post?

Se anche tu vendi un prodotto o un servizio, il primo messaggio che devi portarti a casa è questo: cerca sempre di imbastire la tua comunicazione con elementi di prova che farciscono la tua promessa.

Produci bicchieri di vetro infrangibili? Lanciali dal secondo piano.
Perché devi farlo?

Perché il mercato è saturo di prodotti di ogni tipo e dalle promesse sempre più azzardate. La gente ha smesso di credere alle supercazzole.

Dire che i tuoi bicchieri di vetro sono infrangibili non basta. Ti stai semplicemente parlando addosso.

Farlo dire a dei testimonial va già un po’ meglio.

Ma l’elemento di prova più potente che puoi utilizzare per sostenere la tua promessa è quello di dimostrare quello che prometti con l’azione, possibilmente in tempo reale.

Se prometti bicchieri di vetro infrangibili, scagliali contro il muro mentre un cameraman registra tutto in presa diretta. Niente tagli. Mostrati nel video mentre raccogli il tuo bicchiere che dopo essere rimbalzato a terra non si è nemmeno scalfito.

Gli amanti dei picnic li compreranno, perché sanno che potranno metterli nel borsone al posto degli odiosi bicchieri di plastica, che oltre a inquinare si rovesciano alla prima folata di vento.

Gli elementi di prova fanno questo: rendono il tuo marketing credibile e fanno schizzare le vendite.

E questo è quello di cui mi occupo da alcuni anni a questa parte.

In che modo?

Con il copywriting, cioè il linguaggio di comunicazione più efficace per vendere, perché è semplice e diretto alle emozioni.

Cosa c’è di semplice e diretto alle emozioni?

Parlare per immagini.

Il copywriting è una freccia scoccata al cuore.

(Vedi: l’ho appena fatto).

Si dice che un copywriter debba essere bravo a scrivere, la realtà è che deve essere bravo a creare immagini.

Sai cosa succede quando un messaggio parla per immagini?

Esatto, si imprime nella memoria.

Il trucco che ha usato il formatore è proprio questo. Ad ogni elemento che vuole memorizzare ci assegna un’immagine evocativa che suscita emozioni.

Devi memorizzare il numero 841?

Imprimiti nella mente un orco che si siede su una sedia e si accende una sigaretta.

Ti starai chiedendo cosa c’entra.

L’orco ti richiama immediatamente l’8, per via dell’assonanza.

Il 4, quando lo scrivi su un foglio con la matita, è praticamente una sedia (anche perché ha 4 gambe, non puoi sbagliare)

L’1 è una sigaretta.

Quindi l’orco che si siede su una sedia e si accende una sigaretta è 841. Te lo ricorderai anche domani e anche fra un mese.

Attenzione: prima c’è l’orco. POI c’è la sedia. POI c’è la sigaretta.

Perché c’è bisogno di imprimere l’azione?

Per due motivi.

Se memorizzassi soltanto l’immagine senza il movimento, potresti sbagliarti e riportare alla mente 814.

Ci sono elementi più evocativi di altri. Le azioni sono più evocative delle immagini statiche. Si stampano meglio nella memoria.

Secondo take-home-message per oggi. Vuoi comunicare il tuo prodotto?

Usa uno stile di scrittura semplice ed evocativo se vuoi che il tuo messaggio venga ricordato e raccontato.

Usa il copywriting.

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