come gestire al meglio il proprio tempo

Come gestire al meglio il proprio tempo. 3 paradigmi da cambiare per guadagnare tempo e salute.

Sei pieno di cose da fare eppure hai capito che allenarti è importante? Bene. Mettiti comodo e leggi questo articolo, perché vedremo come gestire al meglio il proprio tempo.

In particolare ti parlerò dei 3 paradigmi più diffusi legati al risparmio di tempo.

Il primo paradigma da cambiare per gestire al meglio il proprio tempo: la reale difficoltà dell’esecuzione tecnica degli esercizi.

Se non hai una percezione delle reali difficoltà di una cosa, finisci che la sottovaluti e anziché risparmiare tempo, alla fine ne impiegherai di più.

Siamo stati abituati a sentire frasi come: “lo squat è come sedersi su una sedia” ed il risultato è che tutti pensiamo di saper fare uno squat, e che non ci serve qualcuno che ce lo spieghi, che ce lo controlli nel tempo fino a che non è perfetto.

Ma attenzione: “lo squat è come sedersi su una sedia” è un linguaggio molto semplificato che serve solo ad aiutarti ad imprimere l’idea in testa.

In realtà lo squat è una flessione dell’anca con tensione nella catena cinetica posteriore e spina dorsale in posizione neutra.

Ma così suona male vero?

Molto meglio ritornare alla sedia, sono d’accordo.

Però ricordiamoci che “sedersi su una sedia” è solo la semplificazione di una realtà complessa. E mi va bene che usiamo pure un linguaggio colloquiale, per carità, ma dobbiamo essere consapevoli che si tratta di “semplificazione” e non di “realtà”.

Altrimenti finiremo per vedere il mondo con la difficoltà e i problemi tipici dei cartoni animati.

Il secondo paradigma da cambiare per gestire al meglio il proprio tempo: la capacità reale di saper fare.

Ripeti insieme a me: “non lo so fare”.

Sì, so benissimo che sembra di sì, ma fidati… no!

“Saper fare” è un concetto molto travisato. È diverso dall’avere capito concettualmente un esercizio. 

Se guardi un video su youtube dici: “ah, lo so fare”. In realtà i tuoi occhi hanno capito come è la faccenda, ma i tuoi muscoli no.

Quando guidavi l’auto a scuola guida, scommetto che in partenza la facevi spegnere, vero? Eppure razionalmente l’avevi capito come si fa. Si lascia andare la frizione molto lentamente. Ma…

I muscoli non avevano ancora acquisito la sensibilità per obbedire a questo comando inedito. Non riuscivi ad allontanare il piede con la giusta lentezza… quindi la macchina si spegneva.

È la ripetizione del gesto che ti ha salvato e che ti ha concesso poi di prendere la patente. Se fosse per il tuo sapere razionale, avresti potuto sostenere l’esame il primo giorno, giusto?

Anche qui, il vero problema è sottovalutare la complessità della realtà.

Quindi fidati, quando guardi il video di un esercizio su YouTube, anche se pensi di saperlo fare, in realtà non lo sai fare. Lo sai fare con gli occhi, non a livello cinestetico.

Che poi il corpo è fantastico e se lo fai “male” non è che muori, siamo d’accordo. Ma non fai altro che “insegnare” un movimento sbagliato, che sarà sempre più difficile poi riaggiustare.

Perché? Perché la ripetizione rafforza le abitudini. Sia quelle “buone”, che quelle “cattive”. La ripetizione di un esercizio fatto bene migliora la capacità di svolgere l’esercizio fatto bene. La ripetizione di un esercizio fatto male, indovina un po’…

Il terzo paradigma da cambiare per gestire al meglio il proprio tempo: capire la priorità delle risorse.

La gente pensa che i soldi siano una risorsa finita, mentre il tempo una risorsa infinita.

“Quindi va beh, ci metterò il tempo che ci metterò, ma me lo faccio da solo. Non pago di certo qualcuno che mi aiuti a farlo meglio nel minor tempo possibile. Non mi corre dietro nessuno, anzi ho sentito dire che fare le cose con calma è meglio”.

Peccato che facendo di testa tua non stai facendo le cose lentamente e bene, ma probabilmente le stai facendo lentamente e male. Perché stai imprimendo degli schemi motori “sbagliati”. Schemi che poi, un giorno, dovrai correggere (e ci metterai di più perché le abitudini saranno più radicate).

E non c’è giusto o sbagliato nell’immediato. Sul momento sembra tutto uguale. Ma prova a chiedere ai tuoi muscoli, ai tuoi tendini e legamenti come si sta dopo 20 anni di movimenti “quasi giusti”.

Chissà che non ti rispondano davvero a questa domanda con l’unico linguaggio in cui possono esprimersi, e che è l’unico linguaggio che capiresti: il dolore.

“Mi fa male qui… cosa può essere?”

“Sei completamente rigido… fa vedere come fai lo Squat”

“Lo Squat? Ma vaaaaa… sono 20 anni che lo faccio così”.

Ecco appunto.

La realtà è molto diversa. I soldi sono potenzialmente infiniti, in quanto non c’è un limite nell’accumularne. È Il tempo che è “finito”.

Quindi quando contatterai un professionista per farti risparmiare tempo, in qualsiasi ambito, non sarà mai la scelta sbagliata.

Leave a Reply