Come finire impunemente l’ennesimo pacco di biscotti o merendine davanti a quella serie tv bellissima che non puoi evitare di guardare per ore.

Ieri sera ho mangiato quattro brioche, 2 cornetti al cioccolato e 2 di quel tipo che quando la produceva la Mulino Bianco si chiamavano “Tegolino”, quindi anch’esse al cioccolato.

Lo sgarro è SEMPRE a base di cioccolato, è una regola.

Ti starai chiedendo: come mai a due a due? Perché la prima mi serve per sbagliare e la seconda mi serve per confermare che in quel momento sbagliare mi sta bene.

Poi che ieri avessi in casa due varietà di brioche è stato determinante.

Cazzo, scadono.

Si può anche lasciarle scadere, in fin dei conti è cibo spazzatura.

Però quella del non buttare il cibo è una regola che abbiamo sotto pelle. Deriva dai nostri genitori che a loro volta deriva dai nostri nonni.

Se in famiglia hai qualcuno che ha fatto la guerra, col cazzo che tu potevi lasciare il cibo da piccolo. Quindi sei cresciuto con installato il programma “finisci quel che hai nel piatto” e continui a eseguire questo software in automatico.

È il tuo paradigma di vita. È la tua visione del mondo.

Non pensiate si parli di forza di volontà del tipo: “io sono determinato/a, faccio quello che voglio”. Qui siamo sul piano dell’inconscio.

Si può cambiare? Certo che si, ma ci sono delle tecniche specifiche e comunque bisogna fare violenza a se stessi, non è una cosa facile.

A parte il paradigma “il cibo non va mai nel cestino”, c’è anche il fatto che io ho proprio una scala diversa per quanto riguarda il concetto di “porzione”.

Quando vado a mangiare la pizza, o è enorme o sono due. Ma lo so già prima. Appena entro sbircio i piatti degli altri commensali e già so se devo prepararmi ad adocchiarne due dal menù. Se sono buone ci scappa anche la terza.

Il punto è sempre il metabolismo. Abituare l’organismo a degli standard “veloci”. Più gli dai più lo “alleni” a gestire grosse quantità di cibo.

Questo, al contrario di quanto puoi pensare, è un vantaggio.

Non sto dicendo che mangiare tanto porta ad alzare il metabolismo nel senso proficuo del termine. Porta semplicemente a diventare la nonna di se stessi.

Il che è sia un bene che, come nel mio caso di ieri sera, un male.

Tenere le “entrate” alte è un bene solo se:
– Si tratta di cibo healthy e non del “Tegolino”
– Hai anche le uscite alte

No, non sto dicendo che dovrai cacare tanto. Seguimi.

Il dispendio energetico quotidiano è dato da attività “interne” (qualsiasi processo fisiologico richiede energia a meno che non siate morti) e attività “esterne” (cazzo che sfiga, l’ascensore è rotto, devo salire a piedi).

Il giochetto sta nell’aumentare le uscite. Più aumenti il dispendio energetico quotidiano e più dovrai aumentare anche le entrate. Non “potrai”, DOVRAI e più lo farai e più dimagrirai.

Il punto qual è: è che se sei furbo aumenterai quella parte di uscite che riguarda attività “interne”, cioè quelle attività che il corpo fa in autonomia, il cosiddetto “metabolismo”.

Se sei come la maggior parte delle persone, sei vittima di un altro paradigma. Cioè ti hanno installato il software: “per avere un bel fisico devi fare fatica” quindi il programma in esecuzione è “vai in palestra a correre 10km sul tapis roulant”.

Tu ti senti bene perché hai obbedito al software, però il tuo corpo fa due conti e dice: “uhm no, io le spese interne non le alzo, le abbasso!”. A parte queste calorie bruciate nell’immediato ti ritrovi a una condizione metabolica peggiore della precedente.

Alcune persone hanno addirittura un paradigma interessante che suona tipo: “se hai sbagliato, devi essere punito”. Laddove mangiare la pizza è uno sbaglio, e mettersi in macchina e andare in palestra è già il pagamento dello sbaglio, non importa poi come si allenano, se si allenano e quanto.

Il pagamento è semplicemente l’azione meccanica. Se sei come queste persone, non importa che l’allenamento sia giusto, hai l’ok dal software che qualsiasi allenamento va bene.

Insomma, come avrai capito è un bel casino.

Per fortuna ho creato il primo programma in Italia rivolto alla costruzione di una fornace metabolica efficiente per aumentare in maniera progressiva il dispendio energetico passivo.

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A questo prezzo ridicolo ancora per pochi giorni.


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